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NUOVE PROVE SUL RUOLO DEI SERVIZI DI SICUREZZA SERBI IN BOSNIA

Jovica Stanisic con Radovan KaradzicI servizi di sicurezza serbi erano coinvolti nei crimini di guerra compiuti durante la guerra di Bosnia. Le nuove prove sono state presentate al processo contro Jovica Stanišic, ex capo della Divisione per la Sicurezza Nazionale, e il suo assistente Franko Simatovic Frenki. Ne ha scritto Dejan Anastasijevic sul settimanale belgradese "Vreme" in un articolo pubblicato il 28 gennaio (titolo originale Papirni trag zlocina) che potete leggere in italiano sul sito di Osservatorio Balcani (traduzione di Daniele Scarpa).

Stanišic e Simatovic sono imputati per crimini contro l'umanità e gravi violazioni delle leggi di guerra. Secondo l'accusa avrebbero creato, addestrato e armato una serie di unità paramilitari responsabili di alcuni dei peggiori crimini di guerra commessi in Croazia e in Bosnia. La più importante di queste era l'Unità per le Operazioni Speciali (JSO), i famigerati "Berretti rossi", ma secondo l'accusa anche molte altre unità erano sotto il controllo di Jovica e Frenki: dalle "Tigri" di Arkan, agli "Scorpioni", alle "Pantere", a molti altri. L'accusa sostiene che gli imputati hanno addestrato e armato anche i volontari di Šešelj che hanno compiuto crimini insieme ai paramilitari.

A sostegno delle proprie accuse la procura ha portato una serie di documenti secondo i quali uomini delle unità paramilitari che hanno compiuto crimini in Bosnia erano pagati dai Servizi di Sicurezza della Serbia un nuovo testimone, protetto con la sigla JF-005, che ha dichiarato di essere stato reclutato nei "Berretti Rossi" all'inizio del 1992 e addestrato con una cinquantina di volontari in un campo segreto sul monte Ozren comandato da Radojica Rajo Božovic, uno dei comandanti della JSO. Il testimone, inoltre, era presente alla famosa celebrazione dell'anniversario della JSO a Kula nel 1997, quando Miloševic fece visita ai "Berretti rossi" e la cui registrazione video finora è stata mostrata più volte come prova nei processi all'Aja. Finora le prove esibite erano soprattutto indirette, i testimoni pochi e a volte non attendibili. Grazie al nuovo teste JF-005 e alla nuova documentazione l'accusa ha ora una maggiore spazio di manovra.

Se le accuse saranno provate, scrive Anastasijevic su Vreme, "nelle prossime settimane e mesi, in questo processo e in altri, sentiremo ancora altri nomi di persone che per il 'lavoro sul campo' in Bosnia e in Croazia ricevettero denaro dalla Sicurezza di Stato. Si tratta di qualcosa che sapevamo tutti in teoria, ma ora il Tribunale è in possesso della prova cartacea che dimostra che i Servizi di sicurezza, come organo statale della Serbia, erano direttamente implicati negli episodi più terribili della guerra in Bosnia. Tutto ciò potrebbe avere anche gravi conseguenze politiche, in particolare nel contesto del dibattito parlamentare sulla dichiarazione su Srebrenica. Cosa succederebbe se si riscontrasse che gli "Scorpioni", come compenso per l'esecuzione filmata a Trnovo, hanno ricevuto una diaria proveniente dalle casse dello Stato, e cosa si direbbe sul ruolo della Serbia nella guerra alla quale non ha partecipato?".

Pubblicato il 9/2/2010 alle 19.26 nella rubrica Diario.

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