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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





3 febbraio 2010


TURCHIA-ISRAELE:ANKARA, APRE A MEDIAZIONE ITALIANA PER RICUCIRE RAPPORTI

Il governo di Ankara è disponibile a rasserenare i rapporti con Israele? Così sembrerebbe stando a quanto scrive oggi il quotidiano turco Hurriyet nella sua edizione on-line. Il governo israeliano - in occasione della visita del nostro presidente del consiglio - ha infatti chiesto all'Italia un'opera di mediazione per ricucire i rapporti con la Turchia. Ankara fa sapere che non ritiene necessaria l'assistenza di terzi ma che non ha nulla in contrario se Roma riuscira' a convincere i responsabili israeliani a migliorare le condizioni di vita dei palestinesi della Striscia di Gaza. Hurriyet cita Burak Ozugergin, portavoce del ministero degli Esteri turco, che oggi, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato che ''le critiche da noi rivolte ad Israele si basano su ragioni Concrete''. ''Una nuova situazione e' emersa in Medio Oriente e i binari della pace sono bloccati. La situazione a Gaza e' evidente. Non c'e' bisogno che altri si facciano avanti. Noi abbiamo gia' avviato contatti [con gli israeliani] ma se l'Italia, uno dei Paesi nostri amici, puo' convincere gli israeliani a fare ammenda dei loro sbagli, noi non abbiamo alcuna obiezione''.


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permalink | inviato da robi-spa il 3/2/2010 alle 17:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


2 febbraio 2010


IL GIORNO DEL RICORDO E IL "CONFINE MOBILE"

Ricevo e pubblico volentieri

È stato definito "il confine mobile" e la sua storia è paradigma delle tragedie del XX secolo in Europa. È lo spazio di confine tra Italia, Slovenia e Croazia. Un DVD multimediale di Osservatorio Balcani e Caucaso ne ripercorre il passato allargando la riflessione sul presente e sul futuro

Dopo anni di silenzio sui drammatici eventi vissuti dalle popolazioni residenti lungo il confine italo-jugoslavo prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 2004 il Parlamento italiano ha istituito per legge il "Giorno del Ricordo", che si celebra il 10 febbraio. Gli incidenti politico-diplomatici occorsi tra il presidente italiano, croato e sloveno in occasione delle commemorazioni del 2007 e 2008 hanno mostrato che il Giorno del Ricordo da opportunità per una nuova elaborazione del passato finalmente condivisa si è trasformato in ricorrenza problematica a livello nazionale ed europeo. La difficoltà di costruire una narrazione comune riflette più in generale il difficile processo di rielaborazione storica del Novecento avviato in tutta Europa a partire dalla fine della guerra fredda, ma la promozione di una memoria condivisa sugli eventi avvenuti lungo il "confine mobile" significa stabilire insieme ai nuovi e ai futuri stati membri dell'UE uno spazio culturale e politico comune.

Per questo Osservatorio Balcani e Caucaso ha realizzato uno strumento didattico multimediale, il DVD "Aestovest. Storia, memoria e attualità di un'area di confine", percorso dedicato agli studenti delle scuole superiori italiane per conoscere un confine europeo, la sua storia e il suo presente. Il DVD approfondisce la conoscenza delle vicende del confine italiano orientale avvalendosi dell'ausilio di testi, audio, video, fotografie, carte, cronologia, bibliografia e sitografia, ed estendendo l'analisi all'intera area confinaria tra Italia, Slovenia e Croazia, ovvero l'Alto Adriatico. Diviso in tre moduli, "AestOvest" ripercorre la storia, i luoghi della memoria, e l'attualità di questo spazio di confine europeo, segnato da memorie conflittuali ma anche dal procedere dell'integrazione europea. In tal modo, il DVD si propone al mondo della scuola come uno strumento ricco di spunti per celebrare il Giorno del Ricordo, utile anche per affrontare l'importanza, le sfide e le opportunità del progetto politico di un'Europa unita.

Particolare attenzione, nel contesto della tragica contrapposizione di totalitarismi e nazionalismi che hanno sfigurato l'Europa del Novecento, viene riservata alle questioni delle foibe e dell'esodo istriano-giuliano dalmata e molteplici sono i contributi che le illustrano: la scheda sulla foiba di Basovizza; quella sul campo profughi di Padriciano, con l'intervista a Massimiliano Lacota, Presidente dell'Unione degli Istriani; le testimonianze degli esuli istriano-giuliano-dalmati insediatisi in Trentino, tra cui i rappresentanti locali dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; ancora, la scheda sul campo di internamento di Tito sull'isola di Goli Otok. Rivolgendosi in particolare a insegnanti, educatori e operatori didattici, Osservatorio Balcani e Caucaso propone incontri di formazione e di presentazione del DVD "AestOvest".

Il prossimo appuntamento in programma si terrà l'11 febbraio a Lucca presso Palazzo Ducale, dal titolo "Memoria e Ricordo. Il confine orientale italiano tra conflitti, tragedie ed esodi", con un evento riservato alle scuole superiori e uno aperto al pubblico.

Il DVD "AestOvest" è navigabile on-line sul sito di Osservatorio Balcani e Caucaso

Per ordinare copia del DVD scrivere alla Segreteria di Osservatorio 


2 febbraio 2010


2010: LE PROSPETTIVE PER I BALCANI OCCIDENTALI

La stabilità dei Balcani occidentali è ancora a rischio a causa dei conflitti ancora irrisolti che risalgono agli anni '90 del secolo scorso. E' quanto afferma in sintesi la previsione contenuta in "Prospects 2010", l'atlante mondiale di analisi strategica di Oxford Analytica, pubblicato a puntate da Milano Finanza, che contiene, paese per paese, le previsioni sui rischi e le opportunità per le aziende e gli investitori. L'ultima puntata, pubblicata il 26 gennaio, è dedicata ai paesi dell'Europa centro-orientale e dei Balcani.

Nel capitolo si parla della situazione di stallo politico-istituzionale in Bosnia, delle speranze di risolvere la questione del nome della Macedonia che sta bloccando la sua integrazione euro-atlantica, dei passi avanti verso l'Ue della Serbia, del Kosovo che per ora resta nel limbo e delle aspirazioni europee di Montenegro e Albania.

Secondo "Prospects 2010" i contrasti risalenti al crollo della Jugoslavia e non ancora risolti continuano ad ostacolare l'integrazione europea della regione. L'adesione all'Ue rimane a lungo termine la principale prospettiva di stabilità, ma nel corso degli anni gli sforzi internazionali per risolvere le questioni aperte sono stati messi a dura prova. Se si vogliono gettare basi solide per la stabilità della regione occorre proseguire anche nel 2010 i tentativi ripresi begli ultimi mesi del 2009.

Per quanto riguarda la regione balcanica occidentale, le principali questioni non ancora risolte secondo "Prospects 2010" riguardano

- l'assetto istituzionale della Bosnia: le elezioni del prossimo ottobre potrebbero rilanciare i nazionalismi ostacolando i tentativi della comunità internazionale di stabilizzare il paese;

- lo status del Kosovo: una mancata soluzione della questione indebolisce le prospettive di sviluppo del paese, ma anche quelle di integrazione europea della Serbia;

- il contenzioso sul nome della Macedonia: la vittoria del Pasok in Grecia alimenta la speranza di soluzione della controversia sul nome dell'ex repubblica jugoslava.

Le conclusione di "Prospects 2010" sono che in gran parte della regione balcanica occidentale sono stati compiuti progressi per voltare pagina sui conflitti passati e promuovere la causa dell'integrazione con l'Ue. Tuttavia, il persistere di alcune controversie risalenti agli anni 90 (quelle sopra indicate in Bosnia, Macedonia e Kosovo), indicano che un intenso impegno internazionale rimane essenziale per garantire la fragile stabilità della regione.


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permalink | inviato da robi-spa il 2/2/2010 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


1 febbraio 2010


ROM A BELGRADO

Da Repubblica .It

Un anno fa, all'inizio di febbraio del 2009, la bidonville rom costruita sotto il ponte stradale di Gazela, a Belgrado, fu distrutta in un terribile incendio. L'amministrazione comunale ha sfruttato l'occasione per espellerne tutti gli abitanti. In seguito, in aprile, l'accampamento illegale del Blok 67, a Novi Beograd, è stato abbattuto. Il municipio di Belgrado prosegue la sua iniziativa di "pulizia sociale", ma i Rom cacciati in provincia muoiono di fame e di freddo.
Ne scrive Goran Antic in un reportage pubblicato il 21 gennaio sul sito del Balkan Investigative Reporting Network (in inglese). L'articolo è disponibile anche in francese sul sito del Courrier des Balkans. Se ne raccomanda la lettura.


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permalink | inviato da robi-spa il 1/2/2010 alle 19:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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