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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





7 febbraio 2010


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 6 febbraio 2010 

L'argomento principale della puntata riguarda l'integrazione europea dei Balcani: secondo gli analisti dei servizi di informazione Usa si tratta della sfida maggiore per l'Ue e mentre il ministro degli Esteri kosovaro a Washington sostiene la necessità dell'integrazione contestuale di tutti Paesi della regione, Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia ammoniscono la Serbia per la sua intransigenza sull'indipendenza del Kosovo e l'ambasciatore russo a Belgrado si pronuncia contro l'adesione della Serbia alla Nato.

Nella trasmissione si parla poi delle relazioni tra Croazia e Serbia - il ministro degli Esteri serbo auspica buone relazioni tra i due Paesi a pochi giorni dall'insediamento del nuovo presidente croato -, delle situazioni politiche interne dell'Albania e della Macedonia e dell'apertura del processo agli assassini del giornalista croato Ivo Pukanic, direttore ed editore del settimanale "Nacional".

La chiusura è dedicata al 10 febbraio, il "Giorno del ricordo" che commemora le tragiche vicende del "confine orientale" tra il '43 e il '45: le foibe e l'esodo forzato degli italiani di Istria e Dalmazia. Un'occasione per riflettere sul concetto di confine con l'intervista al professor Franco Farinelli tratta dal dvd "Aestovest" realizzato da Osservatorio Balcani.


La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura

Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


31 gennaio 2010


PASSAGGIO ON AIR

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 30 gennaio 2010

- Unione Europea: l'integrazione dei Balcani occidentali
Grande Albania: albanesi e kosovari favorevoli, sondaggio Gallup Balkan Monitor
Serbia e Montenegro: Belgrado rilancia le relazioni
- Albania: in vigore la legge "antimafia"
- Croazia: la nuova presidenza nel giudizio degli analisti
- Moldova: la situazione politica (intervista a Victor Druta)

In apertura: Giornata della Memoria, la Shoah e i crimini nazi-fascisti nei Balcani

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura

Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


30 gennaio 2010


PASSAGGIO SPECIALE

Lo Speciale di Passaggio a Sud Est andato in onda mercoledì 27 gennaio su Radio Radicale è stato dedicato all'integrazione europea dei Balcani occidentali. La questione è stata al centro dei lavori del Consiglio dei ministri degli Esteri dell'UE riunitosi lunedì 25 e martedì 26 a Bruxelles. In paricolare, i capi delle diplomazie dei Ventisette, hanno discusso della situazione in Bosnia Erzegovina e della richiesta formale della Serbia di ottenere lo status di Paese candidato che Belgrado ha presentato lo scorso dicembre. Attenzione, inoltre, sulla situazione nel nord del Kosovo, con il piano concordato tra l'Ufficio civile internazionale e le autorità di Pristina per una progressiva integrazione amministrativa dell'area a nord del fiume Ibar (con la progressiva emarginazione delle "strutture parallalele" serbe) sul quale per altro l'UE ha scelto per ora una posizione di neutralità. Da segnalare, inoltre, la notizia che la presidenza spagnola si è espressa a favore dell'apertura di nuovi dossier del negoziato con la Turchia. Da segnalare, inoltre, che la Commissione esteri del Parlamento Europeo negli stessi giorni ha approvato a larga maggioranza un documento in cui invita la Commissione Europea a fissare una data per l'apertura dei negoziati di adesione della Macedonia.

La trasmissione, curata da Roberto Spagnoli, con la consueta collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura, è riascoltabile, come tutte le precedenti, sul sito di Radio Radicale nella sezione delle Rubriche.


26 gennaio 2010


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 23 gennaio 2010

Croazia: le tensioni con la Serbia prima prova internazionale per il neo presidente Ivo Josipovic;
Albania: il Consiglio d'Europa chiede di risolvere la crisi politica interna;
Kosovo: la minoranza montenegrina chiede il rispetto dei suoi diritti;
Macedonia: la Slovenia offre la sua mediazione per risolvere il contenzioso del nome con la Grecia.

L'ultima parte del programma è dedicata ad un ritratto della Transnistria, lo stato fantasma ai confini dell'Europa.

In apertura un ricordo di Hrant Dink, il giornalista turco-armeno assassinato tre anni fa da un estremista nazionalista turco.

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


21 gennaio 2010


PASSAGGIO SPECIALE: AL QUAEDA NEI BALCANI

All'inizio di quest'anno il ministro degli esteri israeliano, Avigdor Libermann, in occasione della visita in Israele del premier macedone, Nikola Gruevski, ha lanciato l'allarme sul rischio che i Balcani diventino il prossimo obiettivo di Al Quaeda e di altri gruppi estremisti islamici. Secondo le informazioni di cui dispongono i servizi segreti israeliani, i Balcani sono la prossima destinazione della rete jihadista. Libermann ha citato come prova un trasferimento di fondi da presunte organizzazioni umanitarie islamiche verso i Balcani ricordando le analoghe modalità con cui Hezbollah, grazie ai finanziamenti iraniani, si è infiltrata in America latina e Al Qaeda abbia fatto altrettanto in Africa.

Al fondamentalismo islamico e alla presenza di gruppi terroristici jihadisti è dedicato lo Speciale di Passaggio a Sud Est andato in onda a Radio Radicale mercoledì 20 gennaio

L'Islam balcanico ha caratteri diversi da quello medio-orientale e arabo. La presenza islamica nella regione balcanica risale infatti al periodo in cui la regione faceva parte dell'Impero Ottomano. Dopo la seconda guerra mondiale, nei primi 20 anni della Jugoslavia socialista, l'Islam fu visto come una religione arretrata. Le scuole coraniche furono proibite, i dervisci messi fuori legge, molte moschee distrutte, chiuse o utilizzate per altri scopi, le società culturali musulmane sciolte o abbandonate, mentre i membri musulmani del partito ricevettero la direttiva di non circoncidere i propri figli. Il problema riguardava soprattutto la Bosnia, dove si trovava la maggioranza dei musulmani jugoslavi.

In seguito, il regime concesse una certa apertura a partire dagli anni Sessanta. La posizione rispetto all'Islam cambiò perché Tito, insieme al presidente egiziano Nasser e a quello indiano, Nehru, diede vita proprio allora al Movimento dei Paesi non allineati ed aveva bisogno dei "propri" musulmani per rafforzare la sua posizione all'interno del nuovo movimento politico. Nel 1968, il Comitato centrale del partito comunista della Bosnia Erzegovina concesse ai musulmani lo status di nazionedi. Nel censimento del 1971, per la prima volta, venne inserita la categoria "musulmani" in senso di identità nazionale. I bosniaci che non si sentivano né serbi né croati, potevano dichiararsi "Musulmani" (nel 1993 modificato poi in Bosgnacchi). Attualmente si stima che in Bosnia Erzegovina i bosgnacchi rappresentino circa la metà della popolazione.

Della presenza di mujaheddin in Bosnia si parla dall'epoca della guerra alla metà degli anni Novanta. Ancora due anni e mezzo fa, l'allora rappresentante Usa in BiH, Raffi Gregorian, ritornò a parlare della presenza nel paese di “simpatizzanti di Al Qaeda”, pur precisando che non pensava ai “musulmani locali e ai bosgnacchi”. E però, come scriveva Zlatko Dizdarevic in un articolo del 28 agosto 2007 sul sito di Osservatorio Balcani, notava "lo strano rimandare la cacciata dallo Stato di alcuni mujaheddin giunti in Bosnia durante la guerra, ai quali in seguito è stata tolta la cittadinanza, ridotto il soggiorno e rifiutato l’asilo". Da segnalare anche la dura presa di posizione del settimanale Dani in un articolo di Vildana Selimbegovic del 10 novembre 2006, dopo gli scontri che erano avvenuti in Sangiaccato e altri episodi che avevano coinvolto la locale comunità musulmana presa tra Islam tradizionale e le nuove versioni importate durante e dopo la guerra.

L'altro Paese "islamico" della regione è l'Albania. Quello albanese non è mai stato un Islam fondamentalista. Gli aspetti retrogadi della società albanese sono legati alla cultura locale e non all'islam. Quasi mezzo secolo di regime comunista ha fatto il resto ed oggi la società albanese continua ad essere profondamente segnata da ateismo e secolarizzazione e a guardare decisamente all'Occidente. Un anno fa, però, la vicenda di una ragazza espulsa da scuola perché portava il velo, ha sollevato un caso anche perché il pluralismo seguito alla caduta del regime ha portato anche al crescere di una comunità di giovani musulmani, per ora minoritario.

Il giornale serbo Glas Javnosti in un articolo del 2007 intitolato "Uno stato islamico in Europa” scriveva che “la guerra civile in BiH tra il 1992-1995 ha dimostrato che i fondamentalisti islamici avevano organizzato vere unità di guerriglia terroristica che dall’Afghanistan sono arrivate in BiH con l’obbiettivo di combattere con i loro seguaci per il jihad". Inoltre, per ‘Glas javnosti’ la Macedonia sarebbe stato un obiettivo privilegiato dei mujahedin e dei terroristi legati ad Al Quaeda che dall’Albania e dal Kosovo hanno cercato di insediarsi nella maggior parte del Paese con l’aiuto degli albanesi locali. "Il principale obiettivo dei fondamentalisti islamici è la creazione di uno stato musulmano nel cuore dell’Europa”, scriveva ancora Glas javnosti, affermando che “la BiH e i Balcani sono diventati una stazione inevitabile per molti fondamentalisti islamici sulla loro via verso l’Europa” grazie ai soldi e al sostegno ricevuto da paesi islamici come Iran, Siria, Pakistan e Arabia Saudita.

Ascolta lo Speciale di Passaggio a Sud Est del 20 gennaio 2010


18 gennaio 2010


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 16 gennaio 2010

La puntata è dedicata per larga parte alla Croazia, con le recenti elezioni presidenziali e il proseguimento dei colloqui con la Slovenia per la definizione dei confini. In primo piano l'intervista al neo presidente Ivo Josipovic sulla sua elezioni, i problemi interni della Croazia, il suo ruolo nei Balcani e i rapporti con la Serbia, le relazioni con l'Ue e la politica europea nella refione. A questa segue l'intervista con Dijana Plestina Racan che commenta positivamente il risultato delle presidenziali.

Nella trasmissione si parla anche delle inondazioni che hanno colpito l'Albania, dell'integrazione europea del Kosovo e della difficile situazione politica in Bosnia Erzegovina. In apertura uno sguardo su Istanbul capitale europea della cultura del 2010.

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


12 gennaio 2010


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale




Il sommario della puntata del 9 gennaio 2010

Croazia: le elezioni presidenziali, la situazione del governo, i rapporti con la Slovenia Serbia: la visita del presidente Tadic in Kosovo
Ue
: la presidenza di turno spagnola e l'integrazione dell'Europa sud orientale
Turchia: la Germiania cambia idea sull'adesione all'Ue?
Grecia: la crisi economica e le misure del governo
Albania: la situazione politica interna e i suoi riflessi sull'integrazione europea del paese Macedonia: le relazioni bilaterali con Israele 

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.

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