.
Annunci online

passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





2 novembre 2007


KOSOVO: SI COMINCIA A PARLARE DI CONFEDERAZIONE

Il 9 ottobre riportavo la proposta di una confederazione tra Serbia e Kosovo avanzata qualche giorno prima dal professor Antonio Cassese in un editoriale pubblicato dal giornale di Belgrado “Danas” (disponibile in italiano sul sito dell'Osservatorio sui Balcani): ora quell'idea sembra farsi concreta, insieme alla possibilità di un rinvio della decisione sullo status del Kosovo. Lo scrive oggi il giornalista dell'Apcom Alvise Armellini in un lancio dell'agenzia.
Il 10 dicembre, la "trojka" internazionale Ue-Usa-Onu dovrà riferire al segretario generale dell'Onu sull'esito del round supplementare di negoziati in corso tra Belgrado e Pristina. Fino ad oggi quella data è stata considerata il limite ultimo. I kosovari albanesi più volte hanno anche minacciato una proclamazione unilaterale di indipendenza in mancanza di una decisione a loro favorevole, forti dell'appoggio dell'ammnistrazione Bush. I serbi, invece, sostenuti da Mosca, chiedono una prosecuzione ad oltranza della trattativa fino al raggiungimento di un compromesso accettabile.

La questione è però che un compromesso allo stato appare impossibile, dato che Belgrado continua a rifiutare decisamente di prendere anche solo in considerazione la possibilità di vedere menomata la sua integrità territoriale dicendosi disposta a concedere al massimo una larga autonomia, mentre Pristina non vuole nemmeno sentire parlare di qualcosa meno della pura e completa indipendenza. Un dissidio fino ad oggi irriducibile, che da un anno e mezzo continua a bloccare la trattativa. Ora, a tre giorni da un nuovo incontro diretto tra le parti a Vienna sembra farsi più concreta l'ipotesi di una estensione dei colloqui e, appunto, l'idea di un confederazione Serbia-Kosovo, sul modello di quella durata dal 2003 al 2006 tra Serbia e Montenegro. L'unione tra Serbia e Kosovo potrebbe poi essere sottoposta fra qualche anno ad un referendum popolare così come è stato fatto in Montenegro che l'anno scorso ha conquistato l'indipendenza in maniera piuttosto ordinata e senza violenze.

Secondo quanto spiega Armellini, ad avvalorare questa ipotesi contribuiscono due fattori: la controversia sullo scudo antimissile Usa in Polonia e Repubblica Ceca, e la crisi politica scoppiata in Bosnia, con le dimissioni di ieri del premier Nikola Spiric a seguito delle riforme istituzionali proposte dall'Alto rappresentante internazionale Miroslav Lajcak che stanno provocando una dura contrapposizione tra la Republika Srpska (sostenuta dal governo serbo) e la comunità internazionale. Il mantenimento dei buoni rapporti con la Russia è infatti fondamentale per il ruolo decisivo che Mosca può esercitare per indurre alla calma e alla ragionevolezza la comunità serbo-bosniaca anche se, per quanto riguarda la questione dello scudo antimissile, non sembra proprio che un eventuale ammorbidimento di Washington possa valere come moneta di scambio per il via libera russo all'indipendenza del Kosovo. In questa ottica, scrive Armellini, l'ipotesi di una confederazione Serbia-Kosovo potrebbe rappresentare il male minore per l'Ue e per gli Usa che eviterebbero anche la rottura con la Russia.

"Una soluzione concordata con la Russia - scrive da parte sua Armellini - permetterebbe di risolvere lo status del Kosovo con il sigillo del Consiglio di sicurezza dell'Onu, rispettando il diritto internazionale e venendo incontro ai Paesi Ue più ostili all'indipendenza 'unilaterale' di Pristina, come Cipro, Grecia o la Spagna. Se invece dopo il 10 dicembre Ue e Usa decideranno di procedere senza il Cremlino (e quindi senza l'Onu), si creerebbe il problema della 'base legale' per la missione di 1.500 giudici e poliziotti che l'Ue sta preparando per il Kosovo".
E' evidente, dico io, che il Kosovo non è il Montenegro. Quest'ultimo è paese culturalmente e socialmente più omogeneo alla Serbia e con una storia di rapporti con la Serbia diversa da quella del Kosovo. Con la confederazione o, come ha proposto qualcuno, con una sorta di "modello Hong Kong", a mio giudizio Bruxelles potrebbe da una parte condurre con maggiore tranquillità il negoziato per l'adesione della Serbia all'Ue, mentre i kosovari albanesi potrebbero essere convinti usando la leva economico-finanziaria e con il fatto che la confederazione permetterebbe a Pristina di avere una propria rappresentanza autonoma nelle istituzioni internazionali. Le eventuali tentazioni armate degli estremisti di entrambe le parti potrebbero essere tenute a bada dalla massiccia presenza militare multinazionale. Senza contare, infine, che anche per il Kosovo ci sarebbe alla fine l'obiettivo dell'ingresso nell'Ue. Evento che, insieme all'adesione di Albania, Macedonia e Bosnia-Erzegovina, disinnescherebbe la minaccia della formazione di una "Grande Albania" paventata da chi si oppone all'indipendenza kosovara.




permalink | inviato da passaggioasudest il 2/11/2007 alle 18:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia     ottobre        dicembre
 
rubriche
Diario
Per saperne di più
Radio Tirana
Balkan Express
Passaggio On Air
Testi
Passaggio Speciale

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
SITI DI INFORMAZIONE
Ansa Balcani
Osservatorio sui Balcani
Osservatorio Caucaso
Le courrier des Balkans
Radio Srbija
Serbianna
Medi@teranée
Balkan Investigative Reporting Network
Investigative journalism center Zagreb
Balcani cooperazione
Balcani On Line
Turchia Oggi
Albania News
Vie dell'Est
ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE
Cesid-Center for free elections and democracy
International commission on the Balkan
Independent commission on Turkey
European Stability Initiative
Humanitarian law center Begrade
Center for european integration strategy
Igman Initiative
Center for Democracy and Reconciliation
Civic Dialogue
Association of local democracy agencies
OneWolrd Southeast Europe
SITI ISTITUZIONALI
Sito del Governo Serbo
Sito del Governo del Kosovo
Inviato speciale Onu in Kosovo
Office of the High Representative in Bosnia-Herzegovina
International criminal tribunal
CENTRI STUDI
Istituto per l'Europa centro-orientale e balcanica
Cirpet-Balcani
Italian Center for Turkish Studies
Tesev - Turkish Economic and Social Studies Foundation
Ovipot - Observatoire de la Via Politique Turque
Gallup Balkan Monitor
BLOG
Il blog di Artur Nura
Balkaland - Bepi ce polaziti???
Istanblues
Cose Turche - Il blog di Tiziana Prezzo
Balkan Crew - Il caffè delle diaspore
Politibalkando
Kafana
Kosovo: la voce del Coniglio
Il blog di Paola Casoli
Burekeaters
ALTRI SITI
Viaggiare i Balcani
Glocal, uniti nella diversità
Progetto Egnatia
Rom del Kosovo
cerca
me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom